10 posti a Roma "spendo poco e mangio bene"
Pubblicato il 26 ottobre 2026
Diciamocela tutta: a Roma, trovare un posto dove si mangia davvero bene senza lasciarci lo stipendio è diventato una piccola impresa. Il centro è ormai tappezzato di trappole per turisti con la foto plastificata della carbonara in vetrina e prezzi da ristorante stellato, i quartieri di tendenza corrono dietro all’ultima moda del momento, e tra bevande, coperto e dolce ti ritrovi con un conto da sessanta euro per aver mangiato una pasta e bevuto un calice di vino sfuso. Eppure, se sai dove guardare, la città ha ancora decine di indirizzi dove la tradizione viene prima della scenografia e il conto resta ragionevole. Ti ho selezionato dieci ristoranti, osterie, trattorie e pizzerie che su questo fronte non deludono mai: dalla pizza romana centenaria alla biosteria del Pigneto, dalla taverna di quartiere alla birreria storica. Dieci posti dove si entra per mangiare, non per fare la foto. Si parte.

Instagram @thebliss_ristorante
Cominciamo con una piccola chicca di San Giovanni, in via Gabi, da The Bliss Ristorante: locale raccolto a pochi passi da Piazza Re di Roma, atmosfera accogliente e una proposta gastronomica che va oltre il semplice ristorante di quartiere. Dietro i fornelli e in sala ci sono Antonio e David, i due titolari, il primo calabrese, il secondo romano. La loro filosofia è dichiarata fin da subito: un vero ristorante di quartiere non può non avere una base solida di cucina tipica romana, e qui la base c’è - carbonara, abbacchio, piatti legati alla tradizione del reatino come lo gnocchetto con sugo di pecora - ma a questa si aggiungono le contaminazioni calabresi figlie della tradizione di famiglia, che sono il vero marchio di fabbrica della casa. Alla carta fissa si affiancano 3-4 primi e secondi “special” che ruotano con la stagionalità e che spesso sono i piatti più interessanti: tra quelli assaggiati di recente, la fettuccina con salsiccia di Calabria DOP e ‘nduja di Spilinga, i ravioli al tartufo fatti in casa, la fettuccina con filetto di tonno Callipo, capperi e olive taggiasche, e varianti più audaci dei classici come la carbonara al tartufo. E poi ci sono i vini, sia calabresi che laziali: la carta, tanto varia quanto il menù, fa della qualità la propria caratteristica. Prezzi onesti per il livello e un consiglio: chiedete sempre al tavolo cosa c’è di nuovo, perché le sorprese ne valgono la pena.
The Bliss Ristorante. Via Gabi 33/35, 00183 Roma. Tel. 3285553870.

Instagram @ce_stamo_a_pensa
Da San Giovanni ci spostiamo al Rione Monti, in via Leonina, con Ce Stamo a Pensà: locale minuscolo, pochi tavoli, una fila all’ingresso che fa parte dell’esperienza - ma scorre veloce, promesso. La cucina gioca sulla doppia tradizione romana-napoletana e qui l’identità doppia funziona come pochi altri posti in città: carbonara, amatriciana, cacio e pepe, pasta alla zozzona da un lato, montanare, parmigiana di melanzane, genovese di manzo dall’altro. Tutto fatto in casa, servizio alla romana (nel senso buono: diretto e simpatico), prezzi che non ti fanno rimpiangere di aver mangiato e cucina aperta fino a tarda notte, 00.30 nei feriali e fino alle 2 nei weekend. Non si prenota: la regola è arrivare presto, o sapere aspettare bene.
Ce Stamo a Pensà. Via Leonina 81, 00184 Roma. Tel. 0669363154

Instagram @darbruttoneosteria
Ci spostiamo di nuovo verso San Giovanni, in via Taranto, dall’Osteria Dar Bruttone, cucina tipica romana a conduzione familiare dove l’oste Giuseppe accoglie i clienti recitando versi in dialetto romanesco (sì, hai letto bene) e un menù che è un piccolo manuale della tradizione: carbonara, carciofo alla romana, coda alla vaccinara, polpo, abbacchio. Ambiente informale, servizio alla mano, prezzi tarati sul quartiere. Il tipo di posto dove non si va per innovazione (e per fortuna!), ma perché la gricia è esattamente come te la ricordi dalla cena della nonna, con la stessa cremosità e lo stesso pepe che pizzica in fondo.
Osteria Dar Bruttone. Via Taranto 118, 00182 Roma. Tel. 0689024870

Instagram @dar_parucca_roma
Al Pigneto, in via Macerata 87, da Dar Parucca si fa qualcosa che pochi altri osano in città: cucina romana biologica. Dal 2014 il fondatore Luca e gli altri membri dello staff propongono i piatti della tradizione reinterpretati con ingredienti bio da piccoli produttori - carbonara, amatriciana, gricia, trippa alla romana - con l’attenzione tipica di chi sa che la qualità delle materie prime non è un dettaglio da ricettario, ma la metà del lavoro. L’ambiente riflette lo spirito un po’ bohémien del Pigneto, e la biosteria si è ritagliata negli anni una clientela affezionatissima tra chi cerca la tradizione fatta con prodotti giusti. Prezzi contenuti per il livello.
Dar Parucca. Via Macerata 87, 00176 Roma. Tel. 3513711060

Instagram @itorquatiroma
All’Appio Tuscolano, in una traversa di via Appia Nuova, c’è I Torquati: taverna in stile rustico con mattoni a vista, soppalco in legno e un’atmosfera che sta a cavallo tra la trattoria romana e l’osteria toscana - una contaminazione che fa a pugni sulla carta e invece funziona benissimo nel piatto. Il menu è ricco di piatti tipici romani e toscani, con una sezione dedicata alle carni alla griglia argentine e nazionali (è anche steakhouse) e pasta fatta a mano. Prezzo medio €15-25, servizio informale ma attento, posto ideale per cene di gruppo o rimpatriate di amici.
I Torquati. Via Manlio Torquato 3, 00181 Roma. Tel. 06 7848 385

Instagram @osteriabonelli
Spostandoci verso Torpignattara, in viale dell’Acquedotto Alessandrino, si arriva all’Osteria Bonelli, uno degli indirizzi più amati di questa parte di città. Niente mode, niente scenografie, niente mozzarella spalmata col pennello: solo cucina tradizionale romana fatta con ricette di famiglia. Gnocchi all’amatriciana, rigatoni alla carbonara, tonnarelli alla gricia, coda alla vaccinara, antipasti di fritti (supplì, fiori di zucca, verdure di stagione) e un finale di pasto sempre vincente - tiramisù o crostate, a seconda del momento e di cosa ha trovato Osteria Bonelli al mercato. Atmosfera familiare e popolare al 100%, aperto a pranzo e cena dal lunedì al sabato (domenica solo a pranzo).
Osteria Bonelli. Viale dell’Acquedotto Alessandrino 172/174, 00177 Roma. Tel. 3298633077

Instagram @ilgrottinoatestaccio
A Testaccio, in via Marmorata 165, c’è una delle istituzioni della pizza romana: Il Grottino a Testaccio, aperto nel 1936 e da allora punto di riferimento assoluto per chi cerca la pizza alla romana sottile e scrocchiarella - quella vera, cotta nel forno a legna, che si rompe sotto le dita come un cracker buono. Oltre alla pizza-firma “Grottino” (pomodoro, mozzarella, funghi, salsiccia, uovo alla Bismarck e rucola), pensata chiaramente per chi arriva affamato), si viene qui per supplì, carciofo alla giudia, filetti di baccalà fritti e pasta fatta a mano. Due livelli di sala, atmosfera senza fronzoli, servizio veloce, vino della casa del Lazio onesto, prezzi tra €10 e €20. Non si prenota, dopo le 20 la fila fuori è parte del folklore.
Il Grottino a Testaccio dal 1936. Via Marmorata 165, 00153 Roma. Tel. 065746232

Instagram @anticabirreriaperoni_official
In pieno centro, a due passi da Piazza Venezia, l’Antica Birreria Peroni è aperta dal 1906 e conserva un fascino retrò che vale da solo il prezzo del coperto - fosse un museo pagheresti il biglietto per entrare, qui invece ci mangi anche. Qui si viene per i bucatini all’amatriciana secondo disciplinare, la cacio e pepe, l’abbacchio a scottadito, il carciofo alla giudia e le salsicce con fagioli, ma anche per la cucina d’oltralpe (wurstel e stinco), il tutto accompagnato dalla birra Peroni spillata come si deve e dal mitico Kilometer, il cilindro da un metro di birra alla spina da dividere tra più persone (ovvero il motivo per cui si dovrebbe sempre andare in compagnia). Aperto dal lunedì al sabato, non si prenota, prezzi sorprendentemente onesti per la zona.
Antica Birreria Peroni. Via San Marcello 19, 00187 Roma. Tel. 066795310

Instagram @ristoranteegeo
Sempre al Pigneto, in via Augusto Dulceri 99, c’è Egeo, una delle poche vere trattorie greche di Roma - e questa è di per sé un’informazione utile, perché la Capitale ha mille ristoranti del mondo e stranamente pochissimi greci fatti bene. Aperta nel 2003 da titolari greci con oltre vent’anni di esperienza, arredamento in stile cicladico (bianco e blu, come da manuale), menu che va dai mezes agli antipasti di tzatziki con pita calda, dalle grandi classiche moussaka, souvlaki e gyros fino ai dolci al miele. Il venerdì sera, da ottobre a giugno, musica greca dal vivo e sirtaki coinvolgente - e sì, prima o poi finisci a ballare anche tu. Prezzi onesti e opzioni vegetariane/vegane in carta. Solo cena, da martedì a domenica.
Egeo Ristorante Greco. Via Augusto Dulceri 99, 00176 Roma. Tel. 06273807

Instagram @ilsecchioelolivaro1999
Tra Garbatella e Ostiense, dal 1999, c’è Il Secchio e l’Olivaro: due sedi (Via delle Sette Chiese 188 alla Garbatella, Via del Porto Fluviale 3 all’Ostiense) e una filosofia dichiarata: “mangiare bene con le mani”, che è un programma politico oltre che gastronomico. Pizza alta e soffice su base croccante con lievitazione di 48 ore in forno a legna, oltre 30 varietà di bruschette su pane casareccio di un antico forno di Roma (l’imbarazzo della scelta vero), fritti, dolci artigianali e birra artigianale alla spina spillata in caraffa refrigerata dai loro tank. C’è anche un menu completo senza glutine realizzato in laboratorio dedicato, cosa che a Roma rimane rarità. Due locali ampi, perfetti per gruppi e famiglie, che vogliono mangiar bene spendendo poco.
Il Secchio e l’Olivaro. Garbatella: Via delle Sette Chiese 188 (065120022) – Ostiense: Via del Porto Fluviale 3 (065745897)
scritto da:
Nata nel '95. Giornalista per passione, sognatrice a tempo pieno. Appassionata e determinata, amo conoscere e raccontare. Romantica da fare schifo, le dediche più tenere continuo a riservarle allo spritz e alla pizza, indiscutibilmente le mie debolezze".