Fare aperitivo come nella Milano da Bere: i posti che hanno fatto storia negli anni '80 (ancora attivi)
Pubblicato il 11 ottobre 2026
“Milano da bere” nasce nel 1985, nello spot di Ramazzotti ideato da Marco Mignani, e da slogan pubblicitario finisce per dare un nome a un’intera epoca della città: veloce, ambiziosa, ruggente, sempre pronta a spostare una riunione dal tavolo dell’ufficio a quello dell’aperitivo.
Sono passati quarant’anni, Milano è cambiata parecchie volte e anche il rito dell’aperitivo si è trasformato. Eppure esistono ancora posti in cui basta sedersi al bancone, guardare chi entra e ordinare da bere per ritrovare qualcosa di quella città. Non locali a tema anni Ottanta, né operazioni nostalgia: indirizzi veri, alcuni protagonisti diretti di quella stagione, altri già lì molto prima e perfettamente capaci di attraversarla. Bicchieroni, dehors, panini addentati con fame dopo aver fatto le ore piccole, cocktail rosa, tavoli dove ancora oggi si passa senza bisogno di inventarsi un’occasione.

Se bisogna raccontare la Milano da bere partendo da un indirizzo che ancora oggi vive l’aperitivo come rito sociale, Radetzky è praticamente inevitabile. Apre nel 1988, sul finire di quella stagione, e negli anni diventa uno dei punti di riferimento di corso Garibaldi: appuntamenti di lavoro che sconfinano nel drink, chiacchiere che iniziano nel pomeriggio e finiscono molto più tardi, facce della moda e della comunicazione mischiate a chi semplicemente passa di qui da sempre.
Al Radeztky si veniva e si viene ancora adesso, per guardare e farsi guardare. Si ordina, ci si siede – possibilmente fuori, sui divanetti che sono ormai parte del paesaggio di Moscova – e insieme al drink arriva l’accompagnamento da aperitivo servito al tavolo, tra focaccia, chips e olive. Nel frattempo la città passa davanti. Ed è probabilmente questa la parte più "Milano da Bere" di tutte.
Tip - oggi c’è anche la Radetzky Oyster Room: per cambiare completamente registro, si può cominciare l’aperitivo con un’ostrica e un calice di bianco al piccolo banco dedicato e poi spostarsi al Radetzky classico. Vecchia e nuova Milano nello spazio di pochi metri.
Corso Garibaldi 105
Tel. 02 6572645

Il Bar Doria è legato dal 1972 alla famiglia di Nereo Bruno Bulbarella, il celebre “Cavaliere”, barman in frac bianco che ha attraversato le notti milanesi dietro questo bancone ed è arrivato persino nei programmi televisivi di Mike Bongiorno. Loredana Bertè, Renato Zero, Gianni Rivera e la famiglia Maldini sono solo alcuni dei nomi passati da qui.
La cosa bella è che il Doria non è stato lucidato per sembrare vintage: molte finiture, fotografie e dettagli raccontano ancora mezzo secolo di vita del locale. Andarci oggi significa entrare in un posto che non ha bisogno di spiegarti troppo cosa fossero gli aperitivi milanesi prima dei menu di signature cocktail lunghi quattro pagine. Qui contano il bancone, la mano di chi prepara il drink, il bicchiere importante e una certa voglia di fare serata senza prendersi eccessivamente sul serio.
Tip - bisogna bere almeno una volta la Bomba Fragola, creata dal Cavaliere con fragola fresca, vodka e quel misterioso ingrediente che lui chiamava “nettare del Cavaliere”. È probabilmente il cocktail più sfacciatamente Milano da bere di tutto il giro.
Via Plinio 50
Tel. 02 2940 0871

Ci sono locali famosi perché hanno seguito una moda e altri che, senza volerlo, sono diventati parte della storia del costume di una città. Il Bar Basso appartiene alla seconda categoria. Passato nel 1967 nelle mani di Mirko Stocchetto, negli anni Ottanta diventa uno dei luoghi di ritrovo di designer, artisti e creativi, compresi molti protagonisti della stagione del design milanese. Ancora oggi, soprattutto durante la Design Week, basta guardare la folla fuori dal locale per capire che quella funzione sociale non è andata persa.
Poi c’è naturalmente il Negroni Sbagliato, nato qui nel 1972 quando al posto del gin finì lo spumante: uno di quegli errori che Milano ha saputo trasformare benissimo in un marchio di fabbrica. Ma ridurre il Basso allo Sbagliato sarebbe quasi ingeneroso. Ci sono i bicchieri enormi, il servizio old school, un repertorio sterminato di cocktail e quell’interno che non rincorre il design contemporaneo perché, in qualche modo, ne ha visto passare una bella fetta.
Tip - Se venite dopo cena chiedete il Mangia e Bevi, cocktail-dessert nato alla fine degli anni Sessanta con gelato, liquori e panna. È esagerato quanto basta per essere perfettamente in tema.
Via Plinio 39
Tel. 02 2940 0580

Prima che Milano iniziasse a parlare di all day dining e late-night food, c’era già Bar Quadronno. Nato nel 1964, è stato tra i primi indirizzi milanesi a rendere il panino qualcosa di più di una soluzione veloce e, tra gli anni Settanta e Ottanta, diventa uno dei punti di riferimento della vita notturna cittadina, frequentato dal mondo dello spettacolo e da chi voleva stare dove succedevano le cose.
Il merito era anche di un’idea che oggi sembra banalissima ma allora non lo era affatto: trasformare il panino del bar in qualcosa di più ricco, con ingredienti e combinazioni che andavano oltre la classica michetta con salame. L’atmosfera conserva ancora quell’impronta milanese un po’ borghese e poco interessata alle mode lampo: legno, bottiglie, tavoli ravvicinati e la possibilità di passare dall’aperitivo alla cena senza cambiare indirizzo. È il genere di posto in cui capisci perché a Milano, per decenni, “prendiamo qualcosa” non abbia mai indicato soltanto un drink.
Tip - ordinate un Praga Completo. È uno dei panini storici della casa e rappresenta bene quella Milano in cui aperitivo e cena potevano tranquillamente confondersi.
Via Quadronno 34
Tel. 02 5830 6612

Ginrosa è l’eccezione necessaria di questo giro. Perché la sua storia comincia molto prima degli anni Ottanta, ma se la Milano da bere aveva una delle sue coordinate in San Babila, questo indirizzo era già lì ad aspettarla. Le origini del locale risalgono all’Ottocento e nel 1885 nasce l’aperitivo rosa che gli darà poi il nome.
È una Milano diversa da quella di Bar Basso o del Doria: più composta, da centro città, da incontro prima dello shopping o da appuntamento che potrebbe essere personale quanto di lavoro. Ma proprio per questo completa bene il quadro. La Milano da bere non era soltanto notte, volumi alti e bicchieri giganteschi; era anche il rito dell’aperitivo trasformato in stile di vita, soprattutto intorno a San Babila, dove passavano mode, professionisti e generazioni diverse.
Tip - qui non fate gli originali: ordinate il Bitter Ginrosa. È l’aperitivo della casa, nato come alternativa rosa al rosso Campari, e la formula è ancora oggi segreta.
Piazza San Babila 4/B
Tel. 02 794802
Foto tratte dalle pagine Instagram e Facebook dei locali menzionati. In copertina: Radetzky Cafè.
Le foto sono tratte dalle pagine FB o IG dei locali citati.
In copertina: Bar Doria.
scritto da:
Sono nata per stare fuori: nei locali, tra i tavoli e dentro le nuove aperture che promettono di cambiarmi la vita (o almeno la cena). Lavoro nella comunicazione food & lifestyle e passo le giornate a scoprire ristoranti, parlare con chef e trasformare atmosfere in storie — sostenendo che è tutto “per lavoro”. Amo i posti con un’identità forte, i dettagli che fanno davvero la differenza e ho sviluppato una particolare abilità nel capire un locale già dall’odore della sala. Su 2night racconto Milano così come la vivo: un tour social-alcol-gastronomico perenne da cui, fortunatamente, non ho nessuna intenzione di uscire.
Corso Giuseppe Garibaldi 105, Milano (MI)