Dal 16 al 22 aprile, cosa succede alla Florence Cocktail Week 2026
Pubblicato il 30 marzo 2026 alle 11:23
La Florence Cocktail Week 2026 segna i dieci anni dalla prima edizione, con un formato ormai consolidato: eventi diffusi, decine di locali coinvolti e una programmazione che mescola pubblico e addetti ai lavori.

Nata nel 2016 come iniziativa circoscritta a pochi cocktail bar, la manifestazione ideata da Paola Mencarelli è cresciuta fino a coinvolgere oltre 70 insegne tra cocktail bar, hotel e partner. Un’espansione che riflette, più in generale, l’evoluzione della mixology italiana nell’ultimo decennio.
Il meccanismo è semplice: 55 Selected Bar propongono una drink list dedicata composta da tre cocktail — uno originale, uno a bassa gradazione (o analcolico) e un classico. L’inserimento del cocktail classico non è solo una concessione alla nostalgia, ma un segnale preciso: mentre la tecnica evolve, resta centrale il riferimento ai codici storici del bere miscelato.
Il calendario — consultabile online a ridosso dell’evento — si muove tra guest shift, masterclass e format già rodati. Tra questi, il ritorno del contest, che riporta in scena alcuni protagonisti delle prime edizioni. Non mancano collaborazioni con brand e locali cittadini, come gli appuntamenti al Locale Firenze o le attività nei caffè storici, con tappe che attraversano luoghi simbolo come il Caffè Gilli 1733.
Accanto ai nomi più noti, spazio anche a nuove aperture e realtà emergenti, segno di una scena in continua evoluzione.

Il filo conduttore dell’edizione è il “talento italiano”. Tradotto: tutti gli ospiti coinvolti — anche quelli attivi all’estero — saranno italiani. Una scelta che sposta l’attenzione sui percorsi professionali più che sui singoli eventi.
In parallelo tornano iniziative come “Barkeeper”, che mette i resident bartender al centro dell’esperienza, trasformando il bancone in uno spazio di racconto diretto.
Tra i format più dinamici, i pop-up bar e il progetto Young Guest Bartender, con 31 professionisti under 25 coinvolti durante la settimana. Un segnale chiaro: il ricambio generazionale è già in atto.
Sul fronte produttivo, l’apertura di nuove distillerie locali accompagna il calendario degli eventi, indicando come il fenomeno non riguardi solo il consumo ma anche la filiera.

Continua il lavoro sul tema del consumo consapevole. Le drink list indicano la gradazione alcolica e cresce lo spazio dedicato ai cocktail low ABV e analcolici, anche grazie alla collaborazione con Mindful Drink Week; il valore dell’esperienza non passa più necessariamente dall’alcol.
Tra le novità editoriali, la guida “Cocktails in Florence”, che raccoglie 59 locali cittadini e i loro drink simbolo. Un progetto che prova a fissare su carta una scena in movimento, offrendo una mappa aggiornata per orientarsi tra banconi e quartieri.
A dieci anni dalla prima edizione, la Florence Cocktail Week si presenta come un osservatorio sulla mixology italiana più che come un semplice festival. Una settimana che, al di là degli eventi, restituisce una fotografia: quella di un settore che negli ultimi anni ha cambiato ritmo, linguaggio e pubblico.
Foto da ufficio stampa Florence Cocktail Week
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Una mamma tacco 12? Anche un paio di ballerine Prada vanno bene, ideali per (rin)correre (il pargolo). Non ho smesso di "fare cose e vedere gente", coltivare la mia passione per arte, design, fotografia e moda, of course. A sdoppiarmi ancora non riesco, ma un Hugo cocktail e un cigarillo Cohiba mi ridanno i superpoteri istantaneamente.