La rivoluzione del caffè a Venezia: Caffè Cannaregio è la prima caffetteria a portare gli specialty coffee in Isola

Pubblicato il 17 settembre 2026

La rivoluzione del caffè a Venezia: Caffè Cannaregio è la prima caffetteria a portare gli specialty coffee in Isola

Sono tanti i locali storici di Venezia che continuano a chiudere o a perdere la loro identità nel passaggio a nuove gestioni. Un fenomeno esteso di riduzione degli standard e di omologazione che coinvolge ormai anche gli angoli più remoti della città.

Ma qualche eccezione c'è: nuove aperture o riaperture diverse dalla trattoria stereotipata e dal bacaro cliché, che investono su preparazione del personale e prodotti di qualità. 



Questo settembre ha cessato l'attività la Gelateria Millevoglie da Tarcisio (Carolo), attiva da 35 anni in salizada San Rocco. Qui ne parla il Gazzettino. La causa, piuttosto comune: il caro affitti; problematica ormai di lunga data. Ricordiamo il Panificio Barozzi in Campo Santa Margherita, chiuso proprio per lo stesso motivo già nel 2015 dopo 40 anni di attività, e dopo aver sfamato, con le sue famose pizzette da 1,50 euro, orde di studenti delle vicine facoltà universitarie. Lo abbiamo ricordato qui, insieme ad altre chiudure degli ultimi anni. 

Dieci anni dopo, nel 2025, abbassavano le serrande due locali emblematici della Misericordia. A pochi passi l'uno dall'altro, e per motivi diversi, chiudevano il bar Profondo Rosso, conosciuto da tutti come “da Fifo” (soprannome del titolare Fabrizio) e la Torrefazione Cannaregio, condotta negli ultimi anni da Maela Galli. Il primo dei due è oggi un ristorantino di cucina locale, Osteria da Marco, mentre la seconda, acquistata all'asta dalla famiglia Mazzer, è rinata mantenendo un legame con il passato.

Si chiama Caffè Cannaregio, in omaggio alla sua storia recente di torrefazione e caffetteria, e al legame con il sestiere che la ospita da quasi un secolo. Ha aperto le porte al pubblico il 27 agosto 2026. 

Una torrefazione dalla lunga storia

Prima di legare il suo nome a quello del sestiere più densamente popolato di Venezia, si chiamava Torrefazione Marchi: piccola bottega in Rio Terà San Leonardo, fondata nel 1930 da Antonietta Marchi. 

Diventata negli anni un punto di riferimento per il sestiere, grazie al suo caffè tostato direttamente in negozio e venduto sfuso, l’attività era stata costretta a fermarsi a causa della Seconda Guerra Mondiale, per il difficile reperimento del caffè. Ma nel dopoguerra, Emilia Marchi, figlia di Antonietta, riapriva l’esercizio, passato poi al figlio Camillo, meritevole di aver perfezionato i prodotti della torrefazione. Tra le miscele che l’hanno resa celebre, il Caffè della Sposa, realizzata con diverse varietà di arabica. (Qui per la fonte storica)

Il famoso locale veneziano ha mantenuto per decenni il carattere di bottega artigiana, atta alla tostatura e alla vendita diretta.
Nel 2009 è stata inserita tra i Locali Storici del Veneto; nel 2015 ha cambiato nome in Torrefazione Cannaregio e nel 2018 ha lasciato la sede originaria per trasferirsi in Fondamenta dei Ormesini, dov'è rimasta. Nel gennaio 2025, sotto la gestione di Maela Galli, ha chiuso per liquidazione giudiziale voluta dal Tribunale di Venezia. La sua licenza è stata poi venduta all’asta. (Cfr. La Nuova di Venezia) 

La nuova gestione

Nell'aprile 2025 a vincere l'asta è stata la famiglia Mazzer, proprietaria dell'omonima azienda veneziana nata nel 1948 in una piccola officina, ora esportatrice di macinacaffè in più di 100 paesi al mondo. 
Maria Vittoria, che insieme al padre Giovanni e al fratello Luigi guida l'attività, ha rilasciato per noi un'intervista. Della nuova acquisizione, ci racconta: «pensavamo a una nostra caffetteria da un po' di tempo, poi abbiamo sentito la notizia della chiusura di Torrefazione Cannaregio. La mia famiglia è da sempre molto legata a Venezia e il sestiere di Cannaregio ci piace molto: è molto vivo, e ci sono diversi locali interessanti. Richiama tanto i veneziani quanto i turisti. Insomma, si sono allineati i pianeti, e noi ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto».

E mentre il pubblico si rallegra per la riapertura di un'attività storica, gli spazi di Caffè Cannaregio rappresentano per la famiglia Mazzer molto di più: un perfetto laboratorio per testare e perfezionare i loro prodotti. «Vogliamo vendere macchinari eccellenti. Ci teniamo molto alla qualità. Con Caffè Cannaregio vogliamo sì avvicinarci al cliente finale con il caffè ma, prima ancora, metterci nei panni di chi acquista i nostri macinacaffè e li utilizza tutti i giorni nel proprio bar, ristorante o caffetteria». 

Il caffè specialty arriva a Venezia

Pur ereditandone parte del nome, Caffè Cannaregio non rappresenta la continuazione della precedente attività. Oltre a presentarsi con un arredamento quasi completamente rinnovato, diventa la prima caffetteria a portare gli specialty coffee a Venezia.
Specialty per davvero; dunque non semplice caffè di qualità, ma miscele valutate da esperti, secondo precisi parametri, descritti dalla SCA, la Specialty Coffee Association (qui la sezione del sito dedicata).

A selezionare le miscele sono i suoi due esperti manager: Maria Benedetta Mazza e Matteo Campeotto; «le due colonne portanti di Caffè Cannaregio», ci tiene a specificare Maria Vittoria.
I caffè selezionati si dividono per provenienza, con varietà fisse e altre periodiche. Matteo ce li racconta: «il nostro caffè base è un Brasile naturale, caffè rotondo con note che richiamano il cioccolato e la frutta secca. Poi abbiamo il nostro caffè stagionale, in questo momento un'Etiopia: un caffè più fruttato, quindi con un'acidità più alta. In realtà è già in esaurimento, perché abbiamo già chiesto i campioni da assaggiare per scegliere il prossimo caffè, quello dell'autunno. Proponiamo entrambi i caffè, sia il nostro base che quello stagionale, neri - espresso, americano - o con il latte.

Abbiamo poi tre caffè pour over - metodo di preparazione alternativa, letteralmente "versare sopra" - e un paio di espressi speciali, che noi chiamiamo exciting espresso: dei caffè premium, a rotazione, che selezioniamo da torrefazioni europee ed extraeuropee. Per un paio di settimane abbiamo avuto il Tanat di Parigi, mentre ora stiamo finendo l'Uncommon di Amsterdam. Sempre dalla capitale olandese arriverà Dak Coffee Roasters. Queste miscele le proponiamo sempre in espresso doppio (eventualmente con latte, se desiderato) e/o in pour over, quindi con filtro a mano.

Come metodo di estrazione abbiamo anche il batch brew (caffè filtro) preparato col nostro caffè stagionale. Dopo l'Etiopia, valutiamo in sostituzione un Honduras, un Colombia o un Guatemala». 

Caffè Cannaregio serve solo caffé; non spritz, non vini. Apre alle 8 del mattino e chiude alle 15 e 30, senza trasformarsi nel tardo pomeriggio in un bar da aperitivo. Sceglie quindi di proporsi al consumatore con un'identità coerente e un alto grado di specializzazione, che coinvolge tanto il prodotto, quanto la preparazione del personale. Con una fascia di prezzo piuttosto varia - dall'espresso basic a 1,90 euro all'espresso (doppio) della Finca Las Flores colombiana a 9 euro - si rivolge sia all'abitante del quartiere, sia a un certo tipo di turista, cultore e/o appassionato. 

«Mancava a Venezia - dice Maria Vittoria - uno specialty coffee. C'è tanta offerta di bacari, ma una scarsa proposta alternativa diurna. E poi, chi fa parte della coffee community è un tipo di turista diverso, un turista informato e consapevole». Il turista - aggiungiamo noi - che vorremmo a Venezia. 

Tendenze e controtendenze

A Venezia servirebbero più Caffè Cannaregio. Servirebbero meno locali generalisti - meno pizze surgelate, meno cannoli, meno limoncello: un parossismo purtroppo reale e diffusissimo - a favore di un'offerta enogastronomica da vera città contemporanea.

A Venezia, in generale, si mangia peggio che in tante altre città italiane. La ristorazione storica resiste all'interno di pochi baluardi, mentre manca (salvo alcune eccezioni che sì, ci sono) una proposta enogastronomica da città contemporanea, capace di uscire dalle mura dei resort e degli hotel di lusso, per raggiungere l'utente medio. Ma mentre si espande un bipolarismo sempre più accentuato tra dozzinale ed esclusivo, realtà come Caffè Cannaregio ci ricordano l'esistenza di una controtendenza: la qualità e la cultura alimentare scelte anche nel quotidiano, soprattutto dai giovani.   

D’altronde, qualcosa di simile sta succedendo anche in altri settori. Il ritorno del vinile dopo l’era della musica liquida e praticamente gratuita ci ha già mostrato che, quando tutto diventa immediatamente disponibile e consumabile, può tornare a farsi spazio il desiderio, anche quotidiano e consuetudinario (come un buon caffè la mattina al bancone), di affacciarsi alla qualità, all'analogico, all'artigianale.


Caffè Cannaregio,
Fondamenta dei Ormesini 2804
30121 Venice Italy

 

  • X - NOTIZIE

scritto da:

Martina Vascellari

Letterata / Clubber / Street food addicted

POTREBBE INTERESSARTI:

Il nuovo corso di questa trattoria di quartiere a Barletta, che sa cosa vuol dire accogliere

Raffaele Dargenio ha costruito la formula perfetta per l'accoglienza di qualità: materie prima locali, ricette della tradizione pugliese e veneta, servizio attento e soprattutto slow

LEGGI.
×