Opera 33 esiste dal 1997 ma, a sentir parlare Terry (la proprietaria), sembra quasi che il tempo qui passi molto lentamente. Non per nostalgia, ma per scelta: preservare un’identità. Tra la sua estetica unica, serata tematiche, cocktail scenografici e un’idea di bar come esperienza reale, la filosofia è chiara: restare fedeli a se stessi, anche - forse soprattutto - mentre tutto cambia.
Dentro, in realtà, niente. Lo stile non deve cambiare. Certo, abbiamo aggiunto cose nel tempo: immagini, elementi nuovi e abitudini come le feste a tema. Per esempio, abbiamo organizzato molte volte la festa di Alice nel Paese delle Meraviglie…avrò almeno dieci vestiti da Regina di Cuori. Però l’idea di fondo è rimasta la stessa, mantenendo integra l’idea originale. A un certo punto succede questo: o il tempo governa te, oppure lo governi tu. Io dico che è meglio governarlo.

Mi piace molto organizzare feste, preferisco chiamarle così. Anche perché la parola “festa” oggi si usa sempre meno. I giovani non sono più abituati a divertirsi in quel modo, non sanno davvero cos’è una festa. Quando entrano qui e vedono tutto quello che succede, si stupiscono: rimangono affascinati. Devo ammettere che non è sempre semplice ricreare questa atmosfera, perché siamo poco abituati, ma credo molto in questa cosa.
Entrambi e anche i giovani tornano volentieri, proprio perché qui trovano qualcosa che in giro non esiste, qualcosa da raccontare il giorno dopo. Oggi viviamo in un momento molto social, molto interattivo: tutti vogliono avere qualcosa di nuovo da condividere, da mostrare, una bella storia, che qui, però, c’è ed è reale.
Sì, c’è molta attenzione ai cocktail e proponiamo sempre qualcosa di diverso. In questo momento, per esempio, il tema è ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie: Wonderland. Abbiamo i cuori di Campari e un Negroni servito in tre bicchieri, con un cioccolatino che richiama l’idea di “Eat Me, Drink Me”. Poi c’è il tè della Regina, perché la Regina di Cuori è ispirata alla figura storica dei Tudor, quindi molto severa, quasi cattiva. Il tè non può mancare.

Il bar, per me, è un contenitore dove possono succedere cose. Le persone entrano per vivere un’esperienza. Non puoi pensare che la tua proposta sia l’unica possibile: chi entra dalla porta potrebbe cercare altro. Per questo abbiamo anche proposte analcoliche e sperimentazioni diverse, lavorando molto con basi di frutta, spezie e ingredienti di qualità.
Sì, prepariamo tutto al momento. I nostri club sandwich, per esempio, sono molto artistici: colorati, curati. E poi c’è una proposta che ormai è diventata un po’ il nostro segno distintivo per l’aperitivo, molto old school. Panini semplici, come pane e salame ad esempio. Pensa a bere Negroni con accanto pane e salame o un Paloma con pane e mortadella. È un genuino ritorno alle origini, a qualcosa di semplice ma davvero buono.
Esatto. Se hai 25 o 27 anni, magari non ti sei mai trovato a mangiare in tre morsi un pane e salame. È qualcosa che arriva dai miei anni, dal mio passato. Ma vedo che piace tantissimo, sia ai clienti più grandi che ai più giovani. Per loro è quasi una scoperta. In tre morsi finisce subito, però lascia il segno.

Opera 33 - Via Carlo Farini, 33 - Milano. T: 3383566177
Via Carlo Farini 33, Milano (MI)