​I cinque cocktail più sexy nella storia della mixology, a partire dal loro nome

Pubblicato il 12 aprile 2024 alle 12:20

​I cinque cocktail più sexy nella storia della mixology, a partire dal loro nome

Eh sì, ogni drink racconta una vicenda, una storia che il proprio nome incarna, chiarisce o suggerisce…

Non sono solo cocktail, molti hanno una storia dietro; interessante, con radici lontane, una dedica d’amore eterno o solamente molto ironici (sul tema). E altresì spesso la semplicità e la musicalità del nome giocano un ruolo cruciale nel successo internazionale: il nome di un cocktail deve suonare bene ed essere facilmente pronunciabile in diverse lingue per essere accessibile a un pubblico globale. E lo dimostra il successo di cocktail con nomi provocatori come Pornstar Martini, Sex on the Beach, Orgasm, Casino e Monkey Gland; famosi, citati in film e libri. Scopriamoli. 

Pornstar Martini


Non è una variante del Martini e non è un tributo all’industria del porno. Creato a inizio anni 2000 dal barman Douglas Ankrah a Londra questo drink è diventato famoso grazie al suo nome. Quindi: Pornstar per attrarre la curiosità del pubblico e Martini perché il drink si serve in una coppetta Martini. Che dire ancora? Con la sua base di vodka alla vaniglia, il frutto della passione e lo champagne il drink è beverino e “piacione”. Come il suo nome. Ed è tornato in auge.

Sex on the beach


Tra i simboli della mixology anni '80, un decennio buio per il mondo dei cocktail dominato dalla vodka e dai peach schnapps (dolci liquori alla pesca), il Sex on the Beach è un cocktail di Ted Pizio vincitore nel 1987 del concorso lanciato in Florida durante le feste dello Spring Break dal distributore National Distribution a Fort Lauderdale per spronare all’uso del proprio liquore alla pesca in mixology. 

Gli ingredienti? Liquore di pesca, vodka, spremuta d'arancia e succo di cranberry. Un drink facile da bere e dal nome trasgressivo, un riferimento alle principali attrazioni della Florida per gli studenti in vacanza durante lo Spring Break: il desiderio di avventure amorose e l'incantevole bellezza delle sue spiagge.

Orgasm


Non si sa né dove, né quando sia nato, ma di certo l’Orgasm ha registrato un picco di popolarità negli Anni ’80, tanto da essere citato nel mitico film Cocktail con Tom Cruise del 1988. Come scritto prima, parliamo del periodo nero della mixology. E di fatto non è proprio un cocktail memorabile, nome a parte che vorrebbe alludere all’immenso (e presunto) piacere che regala. Al contrario, è probabilmente solo una leggenda la specifica che il drink sia stato chiamato così quando una signora, dopo averlo bevuto, ansimò per la goduria. Inserito una sola volta nella codifica della International Bartenders Association del 2004 (la quarta) si prepara con Cointreau, Baileys e Grand Marnier, ma il drink ha avuto diverse varianti, una su tutte lo Screaming realizzato con la vodka.

Casino


Drink degli albori del bere miscelato, ha una storia nebulosa. Non è certa neanche l’origine del nome, anche se è facile che sia un riferimento al suo luogo di nascita, un casino. Compare per la prima volta nel testo Recipes For Mixed Drinks scritto nel 1916 da Hugo Ensslin quando era head bartender all’Hotel Wallick di New York. Sappiamo inoltre che nel 1924 il cocktail era già noto in quello che sarebbe diventato il posto migliore al mondo per bere un drink, Cuba. Lo troviamo infatti nel Manual del Cantinero, opera di Leon Pujol e Oscar Múñiz. A renderlo popolare, però, è stato Harry Craddock quando lo inserì (con una ricetta quasi identica) nel suo The Savoy Cocktail Book uscito nel 1930. Da allora, la ricetta ha subito notevoli cambiamenti. Nella lista IBA si prepara con Old Tom gin, maraschino, succo di limone fresco e 2 dashes di orange bitter.

Monkey gland


Tradotto, significa: testicoli di scimmia. Nato probabilmente all’Harry Bar di Parigi a fine 1920 per mano di Harry MacElhone, il cocktail è una celebrazione (ironica, forse) dello scienziato Serge Voronoff famoso all’epoca per avere proposto un controverso metodo di ringiovanimento maschile, basato sull’innesto di testicoli di scimmia. Sperimentata su alcuni anziani francesi, la cura si rivelò fallimentare, ovviamente! MacElhone comunque decise di ispirarsi alla vicenda creando un drink con gin, succo d’arancia, granatina e assenzio, che potesse davvero migliorare la virilità. Il Monkey Gland, appunto.


Photo credit nel testo: Acción y Comunicación, Stuart Webster, Nicole Cavazzuti
Foto di copertina di Andriyko Podilnyk su Unsplash

 

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scritto da:

Maggie Ferrari

I miei ricci parlano per me. Scatenata e bizzarra la notte, frenetica e in carriera di giorno. Toglietemi tutto ma non i miei apericena in centro e la malinconia del weekend, quando mi manca Milano.

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